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Documento del Consiglio Regionale

 

Pubblichiamo il documento approvato dal Consiglio regionale ANP della Toscana, che si è tenuto il 6 giugno u. s.

  Il documento, a firma del Presidente ANP Toscana, Alessandro Artini, è stato trasmesso Al Direttore dell’USR per la Toscana, Dr. Domenico Petruzzo.

 

 

Il Consiglio regionale toscano dell’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici e Alte Professionalità della Scuola, che si è riunito in data 06.06.2018, esprime le seguenti valutazioni.

 

1)      Conferma lo stato di agitazione della categoria, proclamato dal Consiglio Nazionale del 15 aprile 2017 e che riguarda il rifiuto a ottemperare alle richieste dell’Amministrazione di dati già in suo possesso; a rappresentare l’Amministrazione in supplenza dell’Avvocatura dello Stato; ad effettuare la “chiamata diretta” durante il periodo delle ferie; ad accogliere la procedura di valutazione prevista per i dirigenti, in particolare compilando il cosiddetto portfolio.

2)    Per ciò che attiene quest’ultimo si osserva che detta procedura è stato degradata a mera esercitazione, assumendo una valenza formativa per i dirigenti. Per queste ragioni, nonostante il parere diverso di tutti gli altri sindacati, riteniamo che la compilazione del portfolio vada respinta. Se essa ha carattere formativo, a maggior ragione non sussiste alcun obbligo per i dirigenti

3)    Il pagamento degli arretrati dei vari Contratti Integrativi Regionali ha subito ritardi poco giustificabili. In particolare appare poco comprensibile il fatto che si sia addivenuti alla firma di un’integrazione del CIR 2016/’17 nei giorni scorsi. Pur comprendendo che le ragioni di tale ritardo siano imputabili solo parzialmente all’operato di codesto Ufficio, derivando esse in gran parte dagli interventi finanziari e amministrativi di altri soggetti istituzionali, non possiamo fare a meno di notare che detto ritardo mal si concilia con i richiami perentori al rispetto delle scadenze temporali che si riscontrano in alcune note di codesto Ufficio. Valga, tra i tanti esempi, quello della circolare regionale sugli incarichi aggiuntivi dei dirigenti.

4)    Circa i criteri per la mobilità e per le reggenze, pur accogliendo il significato, anche semantico, del termine “criterio” che indica un parametro di giudizio e non una procedura “a maglie strette”, auspichiamo che un limitato ambito di discrezionalità di codesto Ufficio sia funzionale alla tutela di reali e autentici interessi dell’Amministrazione. Raccomandiamo quindi, ancorché ciò possa apparire scontato, una assoluta imparzialità e il rifiuto di soluzioni ad hoc che non abbiano valore per tutti.

5)    Circa il provvedimento di valutazione che è pervenuto a tutti i colleghi che non hanno compilato il portfolio e che si conclude con la seguente dicitura: “il Dirigente scolastico non ha partecipato a tutte le fasi previste dal processo di valutazione (…) e non ha fornito gli elementi specifici esplicativi dell’azione professionale svolta per il perseguimento degli obiettivi connessi all’incarico”, si osserva quanto segue. Il ragionamento è tautologico ed è ovvio che, non avendo compilato il portfolio, siano assenti anche gli elementi esplicativi connessi all’incarico. Non si dimentichi, tuttavia, che la mancanza di detti elementi è funzionale a una specifica protesta sindacale, sulla cui legittimità l’Amministrazione non ha titolo per porre dubbi. Nello specifico, aldilà della tautologia, l’Amministrazione possiede tutti gli strumenti per valutare la correttezza dell’operato dei dirigenti circa il perseguimento degli obiettivi. Il portfolio è solamente uno degli strumenti valutativi che l’Amministrazione poteva adottare. Il fatto di non averne adottati altri riflette una scelta dell’Amministrazione e non dei dirigenti, i quali hanno deciso di non compilare il portfolio per protesta sindacale.

6)    Circa le certificazioni anti-incendio, che non sempre sono state rilasciate alle scuole per validi motivi, precisiamo quanto segue. Anche in questo caso la loro mancanza, imputabile ad altri soggetti istituzionali e non alle scuole, si trasforma in un ulteriore obbligo per i dirigenti di provvedere con maggior cura alla formazione anti-incendio del personale. Come sempre, le mancanze altrui sono “scaricate” sulle scuole e segnatamente sui loro dirigenti, con conseguenze onerose e organizzative pesanti.

7)    Si segnala, infine, la necessità di intervento delle amministrazioni provinciali in merito all’edilizia scolastica affinché siano garantite agli studenti le condizioni di diritto allo studio. In particolare si evidenzia la gravissima situazione di Pistoia, dove ad oggi si propongono, in alcune scuole superiori, i “doppi turni”.

 

In conclusione raccomandiamo all’Amministrazione il dovuto rispetto per le forme di protesta scelte dai Dirigenti scolastici, anche in ragione del fatto che, al momento attuale, quella dei dirigenti scolastici rappresenta l’unica categoria che non dispone del nuovo contratto di lavoro.

 

Firenze, li 06 giugno 2018

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